The Town of Light

Dopo aver provato la beta qualche settimana fa, torniamo a parlare di uno tra i giochi più promettenti Made in Italy.

Fuori di testa
A pensarci bene, per affrontare un tema come quello di The Town of Light e riuscire ad affrontarlo con tale maniacale cura del dettaglio e maestria, bisogna proprio essere fuori di testa, dei folli. Così come folli sono coloro i quali non hanno ancora giocato questa splendida avventura. La pazzia signori qui viene descritta e raccontata, non utilizzata come mezzo per creare mostri ma come specchio di una realtà che ci appartiene, ci è appartenuta da sempre.
Per chi non avesse letto la nostra introduzione al gioco nella recensione della Beta, ricordiamo che The Town of Light racconta, tramite le vicende di Renèe, le storie che realmente sono avvenute all’interno dell’Istituto di sanità mentale di Volterra. Vi rimandiamo quindi alla lettura del nostro articolo.
Siamo intorno agli anni ‘30 del XX secolo, e Renèe, “vittima” del manicomio, subisce ogni violenza possibile all’interno di quelle gelide mura. La sua vita viene così privata, deturpata, annientata. Nel gioco Renèe ritornerà tra i corridoi del manicomio raccontando la sua storia e la storia di tutti quelli che hanno subito quel periodo. Non solo i pazienti del manicomio ma anche i medici, gli inservienti, spesso si scopre come fossero vittime di un sistema malato e corrotto che promuoveva l’annullamento delle identità. Tutta storia vera, realmente accaduta.
Il gioco si svolge all’interno di un’atmosfera fredda e cruda. Le sequenze di gioco mostreranno tutti gli aspetti della vita di Renèe senza fare sconti, riportando tutta la crudeltà che una mente dis-umana può arrivare a concepire quando autorizzata a farlo. Ma non vogliamo svelarvi nulla della storia...vi basterà sapere che forse non si è mai visto niente di simile prima d’ora.

Il gioco dei folli
Lo svolgimento del gioco è molto semplice e lineare. Pochi e semplici puzzle da risolvere lasciano spazio all’aspetto puramente esplorativo ed evocativo del titolo. Proprio per esaltare quest’aspetto, i ragazzi del team LKA.it hanno dedicato un’attenzione “da folli” a ricreare con ogni cura la struttura dell’edificio, le ambientazioni e la trama.

"Per affrontare un tema come quello di The Town of Light bisogna proprio essere fuori di testa, dei folli."

Un grandissimo lavoro di documentazione ha reso possibile inserire nel videogioco documenti realmente appartenuti agli “ospiti” del centro. Potremo così leggere storie, rivedere disegni e graffiti che realmente sono esistiti. Sofferenze realmente accadute.

Tecnicamente
Come avevamo già avuto modo di provare con la beta, il livello tecnico del gioco è altissimo. Il motore grafico utilizzato è Unity e viene spinto davvero ai massimi livelli. Oltre alla meticolosa ricostruzione delle ambientazioni, la fa da padrone anche una colonna sonora che tra musiche ed effetti sonori riesce ad accompagnare l’esplorazione del manicomio in un crescendo di paure ed emozioni fino ad un finale esplosivo che….non possiamo dirvi altro!

Voto: 
9.0
Giudizio: 

Niente da aggiungere se non in positivo rispetto a quanto già visto nell’anteprima di qualche settimana fa. Un gioco crudo ma innovativo. Un horror (anche se non è il termine che preferiamo utilizzare per descriverlo) diverso da tutti gli altri e forse più inquietante. Da provare sicuramente ma sappiate che vi attenderanno diverse ore da brivido

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