Fist of the North Star Lost Paradise

Direttamente dai divani della nostra infanzia al salotto di casa nostra. Il personaggio più forte di tutti, il più spietato e pericoloso, quello che non vorresti fare arrabbiare mai, arriva su console con Fist of the North Star: Lost Paradise. Vediamo insieme cosa si prova ad entrare a far parte della divina scuola di Hokuto.

Kenshiro

Fist of the North Star: Lost Paradise è la trasposizione videoludica di uno dei più famosi manga e anime dei nostri tempi. Il protagonista, per chi davvero non lo sapesse, è Kenshiro, un guerriero della divina scuola di Hokuto noto per portare sul petto delle cicatrici che rappresentano la costellazione di Hokuto che e’ l’ultima cosa che i nemici riescono a vedere prima di morire. Dal carattere mite e riservato, Kenshiro nasconde una forza e una potenza fuori dal comune; capace di sferrare una miriade di pugni al secondo e di stimolare correttamente certi punti di pressione, egli è in grado di far letteralmente esplodere i suoi nemici dopo un’orribile deformazione, tra atroci dolori.
Le sue avventure si muovono all’interno di un set post-apocalittico alla Mad Max, dove i buoni sono bistrattati alla mercè di gradassi e prepotenti che Ken provvederà a far saltare in mille pezzi lungo il suo cammino.

Questa violenza, o per meglio dire, questa passione, vengono correttamente trasportate nel gioco, che inoltre mantiene uno stile cartoonesco che ci riporta ai pomeriggi trascorsi davanti la TV ad ammirare le gesta eroiche di Hokuto No-Ken.

 

Il gioco

Mettendo da parte tutti i sentimentalismi e volendo riassumere al massimo, questo nuovo gioco di Kenshiro è uno di quei videogiochi dove si fa ripetutamente a botte, sfidando nemici via via più forti potenziando la tua tecnica di combattimento. Ma in realtà c’è molto di più.
Il gioco comincia con un breve, brevissimo tutorial allo scopo di introdurvi nelle poche e ovvie manovre di gioco. Una volta presa dimestichezza e dopo alcune rampe di scale vi ritroverete davanti ad un biondissimo Shin. Il combattimento non durerà tantissimo e avrete modo di assaggiare il primo di una serie di entusiasmanti duelli. Ovviamente Ken non picchia le persone per il solo piacere di farlo, ma per un vero, reale e  forte motivo: la patata! Ken è infatti alla ricerca della sua amata Julia (o per meglio dire Yuria, come viene tradotta nel gioco). Non ottenendo grandi risposte da quel che rimane di Shin, Ken comincia ad errare per il deserto (tutto il mondo di Kenshiro è praticamente fatto di deserti) fino ad arrivare ad una piccola cittadina. Qui, stanco e stremato dall’ennesima scazzottata, viene accolto dal nonno di Heidi e da sua nipote. Questi, dopo avergli offerto ristoro e riparo, gli confidano di sapere dove potrebbe trovarsi Julia: nella città di Eden. Capite bene quale sarà la nostra missione da questo momento in poi.

"limitare o meno il gore durante lo svolgimento del gioco: a voi la scelta!"

Yakuza No Ken

Tecnicamente parlando, Fist of the North Star: Lost Paradise è uno spin-off (qualcuno ha parlato anche di un mod) di Yakuza, la fortunata serie della SEGA ambientata in Giappone. Si porta dietro quindi tutti i sistemi già visti in precedenza in questo titolo, ma non soffre per niente di un effetto “deja-vu”. La grafica e’ in stile cartoon, cel-shading, il che si addice perfettamente al titolo in questione. Il sistema di combattimento e’ quello già visto su Yakuza ma adattato al contesto. Sono disponibili attacchi da svolgere con molta semplicità in modo da aumentare quindi il grado di divertimento, senza doversi applicare su combo molto articolate. Sono presenti anche dei quick time event, durante i quali dovremo appunto premere il pulsante giusto al momento giusto in modo da ottenere come risultato un’esplosione di budella e membra, accompagnate da fiumi di sangue. A tal proposito, all’inizio del gioco vi verrà proposto se limitare o meno il gore durante lo svolgimento del gioco: a voi la scelta!

Ma Fist of the North Star: Lost Paradise non è solo un continuo scazzottare! Durante lo svolgimento delle missioni potrete intraprendere delle partite parallele con uno dei vari mini-giochi sparsi qua e là, come ad esempio un cabinato a forma di motocicletta con … indovinate un po’? Ma Super Hang-On ovviamente! Oppure potrete prendere le vesti di barista alle prese coi cocktail...insomma: Fist of the North Star: Lost Paradise e’ un gioco fatto per divertirsi, senza ripensamento alcuno.

Tecnicamente

Come dicevamo, il motore grafico e’ lo stesso già visto su Yakuza; il gioco si muove fluido, con una grafica in cel-shading non molto ricca di particolari per quanto riguarda le ambientazioni ma che si concentra per lo più sul dettaglio dei personaggi. Per capirci possiamo dire che su una console old-gen il gioco avrebbe lo stesso appeal. Il modo in cui però sono rappresentati i modelli e’ davvero gradevole. Kenshiro appare proprio come dovrebbe essere, invece i nemici spesso si ripetono in vesti che piano piano impariamo a riconoscere come gia’ viste in precedenza. Il sonoro non fa miracoli; buone le musiche, anche se non richiamano i temi originali della serie, mentre pochi e ripetitivi gli effetti sonori. Fortunatamente i famosi “versi” di Ken durante i combattimenti sono stati mantenuti fedeli! Il controllo invece è fluidissimo e garantisce molto divertimento e spensieratezza, e questa leggerezza è proprio il fulcro su cui fa leva tutto il titolo.

VOTO
8.00
GIUDIZIO

Insomma, Fist of the North Star: Lost Paradise non è di certo un gioco dalle grandi pretese. Rilassatevi, sedetevi sul divano e cominciate a premere il quadrato fin tanto che non vi sarete accorti di aver trascorso ore in piena spensieratezza, con lo stesso spirito col quale anni prima guardavate il cartone animato in TV. Forse non è uno di quei giochi da prendere a prezzo pieno al D1, ma consiglio vivamente l’acquisto quando scenderà di prezzo nelle prossime settimane.