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Definire il termine “Algoritmo”

Mer, 22/11/2017 - 10:41

Il termine Algoritmo indica un procedimento che consente di raggiungere un risultato atteso, eseguendo una serie di passi semplici in un ordine ben preciso. Questi passi corrispondono ad azioni semplici scelte, di solito, in un insieme finito di possibilità.
La prima volta che venne utilizzato questo termine fu ad opera del matematico Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi, ma le tracce di algoritmi si trovano anche nella lontanissima cultura cinese e addirittura babilonese.

Tornando ai giorni nostri, un esempio di algoritmo in ambito più esteso, può essere quello di una ricetta di cucina, per preparare un piatto.

Oppure pensiamo alle istruzione che spiegano come utilizzare in modo corretto il televisore o qualsiasi altro elettrodomestico. Nel gergo comune queste procedure prendono il nome di Istruzioni o Ricetta nel caso della gastronomia, mentre il termine Algoritmo viene relegato all’uso che se ne può fare quando si parla di concetti matematici e informatici o comunque in ambito scientifico.

Un esempio di tipo matematico di algoritmo può essere rappresentato dalle istruzioni per calcolare il Massimo Comune Divisore o la procedura per eseguire lo Studio di una Funzione.

Si evince che un algoritmo è dotato di quattro proprietà fondamentali:

  • La sequenza delle istruzioni deve essere finita
  • La sequenza deve portare ad un risultato
  • Le istruzioni devono essere eseguibili materialmente
  • Le istruzioni devono essere espresse in modo non ambiguo

Quando si dice che i passaggi di un algoritmo devono essere semplici, si intende che siano specificati in modo non ambiguo, cioè immediatamente evidenti e chiari per chi sarà chiamato ad eseguirli, ossia l’Esecutore.

Per tornare all’esempio della ricetta dell’immagine sopra, l’istruzione Rompere le uova, che è un passaggio dell’algoritmo, può essere risolto dall’esecutore senza margine di errore per ambiguità della frase. Diversamente, un esempio di istruzione ambigua potrebbe essere Aggiungere un bicchiere di vino. E’ evidente che non identifica una quantità specifica, quindi l’interpretazione è lasciata alle possibilità dell’esecutore che potrebbe utilizzare come strumento di misura per il vino un bicchiere da cucina, come un boccale per la birra.

In ambito strettamente informatico, la stragrande maggioranza degli algoritmi coinvolge metodi sofisticati per organizzare dati nelle elaborazioni. Questi oggetti prendono il nome di Strutture Dati. Algoritmi semplici possono richiedere strutture dati anche molto complesse e viceversa.