07. Concetti di base della tecnologia dell’informazione

 

Quelli fin qui delineati sono i nuovi scenari di quella che è definita Società dell'informazione. Questa si basa sull’ IT (INFORMATION TECNOLOGY o Tecnologia dell’Informazione). L’IT è un insieme di tecnologie in grado di reperire, memorizzare ed elaborare informazioni. Molti studiosi ritengono che l'informazione sia la risorsa attuale più importante. Su questo aspetto si giocherebbe la differenza sostanziale tra il presente ed il passato: la società dell'informazione ha preso il posto della società industriale, e la tecnologia, naturalmente, è stata da questa trascinata.

Ecco il significato della Tecnologia dell'Informazione e delle Comunicazioni (ICT, Information and Communications Technology), che unisce il processo di elaborazione delle informazioni con i processi di insegnamento-apprendimento, e studia l'applicazione delle nuove tecnologie informatiche alla trasmissione dei saperi.

Raccogliendo la sfida della complessità tecnologica e dei nuovi scenari odierni, non dobbiamo però dimenticare che ogni assolutizzazione è da evitare: alcuni eccessi di interpretazione delle scienze cognitive attribuiscono alla quantità e disponibilità di informazioni tutto il valore del sapere. Come se la cultura consistesse soltanto nell'impadronirsi di un'enorme quantità di informazioni, anche senza gestirle al meglio. Non è così: l'informazione è fondamentale, ma di per sé è "materia inerte". Le capacità dell'uomo le attribuiscono valore, perché è nell'uomo l'attitudine fondamentale a problematizzare. Cultura è sì risolvere i problemi legati alla conoscenza (Problem Solving), ma forse è soprattutto saper suscitare problemi, sapersi porre domande (Problem Posing).

Il termine Informatica ha ormai invaso il nostro mondo quotidiano; darne una definizione non è semplice: si tratta infatti di una parola dal significato molto ampio, soprattutto in relazione all’evoluzione che ha subito dalla sua nascita fino ai giorni nostri.

Indagando sull’origine del vocabolo, possiamo risalire al francese Informatique che, a sua volta, deriva dalla fusione tra Information e Automatique, ovvero - con una traduzione letterale - Informazione Automatica. L’informatica può allora essere definita come la disciplina che studia l’elaborazione automatica delle informazioni. L’elaboratore, l’automatismo e le informazioni sono quindi gli elementi in gioco, i fattori la cui interazione consente di pervenire ai risultati desiderati. Vedremo, nel corso dei sette moduli, come e quanto questi fattori si intrecciano tra loro.

Introducendo il termine Informatica, abbiamo visto che l’elaborazione dei dati attraverso il computer è un’elaborazione automatica; ciò significa che le operazioni di elaborazione, una volta avviate, vengono svolte attraverso un meccanismo in grado di portarle a termine anche senza l’intervento diretto dell’uomo.

L’elaboratore può essere visto come una particolare macchina che svolge automaticamente una funzione ben precisa: l’elaborazione dei dati.

L’automatismo avviene tramite il passaggio di energia elettrica attraverso i componenti del computer, ovvero circuiti, transistori, etc.

Questa caratteristica peculiare dell’elaboratore elettronico, tuttavia, non è sufficiente a spiegare la sua potenza e la sua capacità di svolgere molteplici operazioni diverse tra loro. La grande flessibilità e adattabilità dei computer è dovuta al fatto che sono macchine programmabili:

 

noi possiamo cioè trasmettere non solo i dati sui quali effettuare l’elaborazione, ma anche l’insieme delle azioni da svolgere e il modo in cui svolgerle, ovvero il programma.

Con il termine programma intendiamo l’insieme delle istruzioni da fornire alla macchina perché esegua una certa operazione.

Grazie ai programmi, è possibile impartire al computer le istruzioni necessarie per compiere qualunque tipo di elaborazione in modo automatico. La possibilità poi di conservare i programmi nelle memorie ausiliarie del sistema consente di riutilizzare un programma più e più volte su dati di ingresso via via diversi.